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Scrittori italiani del XXI secolo:

Intervista a Paola De Pizzol (M.P.Black)

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Nome: Paola

Cognome: De Pizzol (nome d’arte M.P. Black)
Regione di residenza: Veneto
Email: baccichet.Giancarlo@libero.it

 

Intervista generale (per tutti)


 

Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura

> Sono una mamma – lavoratrice, con la passione per la scrittura. Scrivo racconti fin da piccola, ma la trama di “Lisa Verdi e il ciondolo elfico” l’ho stesa solo nel 2005, dopo vari anni di impegni familiari e lavorativi.


 

Qual è stato il suo percorso di studi?

> Ho frequentato l’Istituto Magistrale. Non ho continuato gli studi perché avevo trovato un buon impiego già al termine delle Superiori e volevo “risparmiare” per sposarmi quanto prima!


 

Quando e perchè ha iniziato a scrivere?

> Ho iniziato a scrivere vari racconti e piccoli romanzi sin dalle scuole medie. Scrivo spinta da un irrefrenabile impulso che mi costringe a liberare la mia mente sempre ben stipata di pensieri, di parole e di emozioni che poi trasporto su carta. Solitamente scrivo la sera, quando in casa vige un silenzio quasi totale, e a raffica, cioè anche per due ore ininterrotte, senza pause.


 

In termini umani, cosa significa per lei scrivere?

> Significa esprimere tutto il mio essere, le mie emozioni, il mio credo, le mie gioie, le mie paure, significa dare tutto di me stessa ed ottenere una soddisfazione immensa ed indescrivibile, quando vedo il frutto di questa passione raccolto in un libro vero e proprio.


 

Quali sono i suoi libri del cuore?

> “Harry Potter e l’ordine della Fenice” in primis, quindi “Il Signore degli Anelli” e la saga delle “Cronache di Narnia”.


 

E quelli che non leggerebbe mai?

> Saggi e biografie. Noiosissimi!


 

Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?

> “Harry Potter e l’ordine della fenice”.


 

E quello che meno le è piaciuto?

> Non saprei, ce ne sono parecchi che non mi sono piaciuti!


 

Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?

> Adoro il Veneto, è una regione in cui si trovano mare, montagna, pianura e colline, dove io abito. Non potrei mai trasferirmi in un’altra Regione, qui c’è tutta la mia vita, i miei affetti, le mie passioni…


 

Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?

> Apprezzo la volontà delle piccole case editrici di promuovere e pubblicare gli scrittori esordienti ed emergenti, che faticano a trovare spazio nelle grandi case editrici. Non sopporto la totale mancanza di sensibilità di quest’ultime nei confronti dei nuovi autori che potrebbero arricchire parecchio la noiosa collezione di scrittori già conosciuti ed affermati.


 

Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?

> Apprezzo i tentativi di costruire qualcosa di nuovo, ma l’Italia purtroppo è un Paese che mal sopporta le novità e che preferisce restare legato alle tradizioni, per non rischiare troppo…un dramma anche per il nostro panorama culturale, che avrebbe bisogno di innovazioni e di una ventata di freschezza.


 

Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?

> Ho cercato in internet alcuni indirizzi di case editrici. Le prime a rispondermi sono state quelle che chiedevano contributi (alti), alle quali naturalmente ho risposto di no. Finché non ho trovato il Giralibro che mi ha consentito quindi di arrivare a pubblicare con la casa editrice 0111 edizioni di Milano.


 

Cinema: qual è il suo film preferito?

> “L’ultimo dei Mohicani”


 

Musica: la canzone del cuore?

> “Sunday bloody Sunday” degli U2.


 

Ha frequentato corsi di scrittura creativa?

> No.


 

Ritiene siano utili?

> Senz’altro!


 

Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?

> Innanzitutto la costruzione della trama, che deve reggere dall’inizio alla fine senza sbavature od incongruenze, quindi la caratterizzazione dei personaggi.


 

Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?

> Scrivo generalmente prima su carta, quindi riporto tutto sul computer. Scrivo generalmente la sera, quando il clima è senz’altro più tranquillo. Posso sedermi alla scrivania, oppure sul tappeto del salotto o sul divano, la cosa importante è che non vi sia musica di sottofondo. Con la musica non riesco assolutamente a concentrarmi!


 

Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?

> In seguito ad un sogno. La mattina ho afferrato subito carta e penna e ho riportato il sogno. Ed ecco nato il libro!


 

Cosa significa per lei raccontare una storia?

> Significa raccontare qualsiasi vicenda col cuore, col massimo dell’impegno, con sentimento, con amore, con passione, per far sì che il lettore possa condividere con me l’immensa emozione che io ho provato nel stendere la trama.


 

Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?

> Col romanzo. Ho sempre tante cose da scrivere e il racconto è troppo breve per riportarle tutte, mi sento limitata…


 

Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?

> Il racconto è una breve descrizione di un avvenimento, il romanzo è la descrizione totale ed assoluta dello stesso avvenimento.


 

Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?

> Senza pensarci più di tanto, è venuto così, ancora prima di stendere la trama.


 

Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?

> Sei mesi.


 

Ha vinto premi letterari?

> No. Non ho iscritto il libro ad alcun premio.


 

Crede nei premi letterari?

> Senz’altro, possono essere sicuramente un ottimo trampolino di lancio.


 

Ha altri progetti in cantiere?

> Sto aspettando la pubblicazione del secondo libro della Trilogia, dal titolo “Lisa Verdi e l’antico codice” e ho iniziato a scrivere il terzo, che si chiamerà “Lisa Verdi e il sole di Aresil”. Ma ho già in mente un altro fantasy, che però sarà un libro unico.

 
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