Storia di una violenza, di Carmen Abbadessa

Perdonami, mio Signore sono morto in un giorno d’autunno e non ho potuto evitarlo. Perdonami, mio Signore ho tradito la sua vita non potendo fare nulla per salvarlo. Questa storia non inizia con un “c’era una volta”, narra di una vita che è stata tolta. Gli occhi esplodono come mine, qui non c’è nessun lieto fine. Il vagabondo se ne stava sul ciglio della strada, quando avvenne che gli si avvicinò una Spada. La Spada era aguzza e tagliente e si mise ad aspettare paziente. Il vagabondo, curioso, vide allora le gemme; non sapeva però che, sotto i preziosi, vi

Perdonami, mio Signore
sono morto in un giorno d’autunno
e non ho potuto evitarlo.
Perdonami, mio Signore
ho tradito la sua vita
non potendo fare nulla per salvarlo.

Questa storia non inizia con un “c’era una volta”,
narra di una vita che è stata tolta.
Gli occhi esplodono come mine,
qui non c’è nessun lieto fine.
Il vagabondo se ne stava sul ciglio della strada,
quando avvenne che gli si avvicinò una Spada.
La Spada era aguzza e tagliente
e si mise ad aspettare paziente.
Il vagabondo, curioso, vide allora le gemme;
non sapeva però che, sotto i preziosi, vi erano nascoste delle fiamme.
La spada voleva che il vagabondo si avvicinasse,
così disse: “vieni piccolo amico”.
Ed egli, attirato, da lei si recò,
mentre la Spada, prendendolo, via se lo portò.
E c’era la bambina che li vide sfuggire,
e che rimase inerme a soffrire.
Il vagabondo, ormai lontano, si scottò,
si tagliò.
La Spada non era stata sincera,
Non era amica, non era veritiera.
La bambina decise che era tempo di andare,
il vagabondo non poteva più tornare.

Solo infine, egli sussurrò: “perdonami, mio Signore,
sono morto in un giorno d’autunno e non ho potuto evitarlo”.
E sulla via di casa, ella pregò: “perdonami, mio Signore,
ho tradito la sua vita non potendo fare nulla per salvarlo”.

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