Vera Barbini, Pace di Novembre

Si smorzano i rumori

de l’aula baciata dai

raggi del primo mattino,

s’attenua il dolor tra i banchi,

scivolano calde le parole

tra il volto de l’adolescenza

che nei pensier in ascolto si pone .

Luce l’occhi de la poesia che

gaudio recan a l’ama affranta,

respira l’infanzia librata tra

i veli dei ricordi.

Scende qual balsamo soave

la pace nel cuor che  cantar

vuol l’armonia del cielo,

l’incanto de la vita chiuso

tra il dilemma dei giorni.

Dolcezza lo sguardo  di

fanciulli rapiti a l’estasi

de la musa che invitar

va  le giovani menti a

l’unione de l’affetti.

Leggera la pagina,

delizia la scia dei carmi,

inciso il segno  de l’amor,

forte il richiamo de la quiete

che ancor stupir fa

il vagar dei sogni ne

la stanza che parla  serena.

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