Vera Barbini, Pace di Novembre
Si smorzano i rumori
de l’aula baciata dai
raggi del primo mattino,
s’attenua il dolor tra i banchi,
scivolano calde le parole
tra il volto de l’adolescenza
che nei pensier in ascolto si pone .
Luce l’occhi de la poesia che
gaudio recan a l’ama affranta,
respira l’infanzia librata tra
i veli dei ricordi.
Scende qual balsamo soave
la pace nel cuor che cantar
vuol l’armonia del cielo,
l’incanto de la vita chiuso
tra il dilemma dei giorni.
Dolcezza lo sguardo di
fanciulli rapiti a l’estasi
de la musa che invitar
va le giovani menti a
l’unione de l’affetti.
Leggera la pagina,
delizia la scia dei carmi,
inciso il segno de l’amor,
forte il richiamo de la quiete
che ancor stupir fa
il vagar dei sogni ne
la stanza che parla serena.
Questo articolo è stato scritto da Tommaso Maria Lovato il 21 novembre 2011
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