Vera Barbini, Tristezza di gennaio

Tristo il dì col suo cupo

ciel  a fasciar va il paese,

tace assorta la vita

de l’abitanti, inerme

giace il borgo, muti

balconi e giardini,

smarrito il  gatto

ne la strada solitaria.

Le luci de la sera

silenziose accompagnano

le timide gocce che

scendono umili con

una lenta scia

di nostalgia.

Stretta nei suoi pensier

va la gente,

un sorriso cerca

tra la fredda terra.

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