Vera Barbini, Tristezza di gennaio
Tristo il dì col suo cupo
ciel a fasciar va il paese,
tace assorta la vita
de l’abitanti, inerme
giace il borgo, muti
balconi e giardini,
smarrito il gatto
ne la strada solitaria.
Le luci de la sera
silenziose accompagnano
le timide gocce che
scendono umili con
una lenta scia
di nostalgia.
Stretta nei suoi pensier
va la gente,
un sorriso cerca
tra la fredda terra.
Questo articolo è stato scritto da Tommaso Maria Lovato il 9 gennaio 2012
Lascia un Commento